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l Taccuino dei disegni di
Giovannino de Grassi e' considerato uno dei massimi esempi dell'arte
tardo-gotica italiana. Il codice, realizzato alla corte viscontea
sul finire del Trecento, presenta 77 soggetti disegnati e le 24
lettere di un sorprendente "alfabeto figurato". Giovannino de
Grassi, cui e' da attribuire la maggior parte dei disegni (il
rimanente e', comunque, paternita' della sua bottega), fu ingegnere
della Fabbrica del Duomo di Milano, ma anche il maggior artista
lombardo dell'epoca, capostipite di una scuola che sara' poi
esaltata da Michelino da Besozzo, Belbello da Pavia, Pisanello e
Cristoforo de Predis. Altri importanti codici miniati (Offiziolo
Visconteo di Firenze, Beroldo della Trivulziana di Milano, Historia
Plantarum della Casanatense di Roma) sono annoverati tra le opere di
Giovannino, artista polivalente in grado di esprimersi con eguale
maestria come progettista, scultore, ideatore di vetrate, e che in
questo Taccuino mette alla prova la sua arte di disegnatore. La
realizzazione del facsimile ha immediatamente seguito il restauro
dell'originale, ad opera dell'Opificio delle Pietre Dure di
Firenze.
Italia 1390-1405 ca., 31
carte pergamenacee, cm 19x26, legatura d'archivio in busta di
velluto, cofanetto di custodia, 999 esemplari. Commentario con saggi
di O. Bravi, M. G. Recanati, M. G. Vaccari e L.
Montalbano.
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