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Furono così celebri per secoli l’Autore e la sua opera che in molte lingue oggi il nome «fucsia» identifica la pianta, i cui fiori sono di quel colore, scoperta nel 1703 a Santo Domingo e dedicata da allora proprio al Leonhart Fuchs. Fuchs fu il primo a descrivere la nuova pianta del mais ma, a causa del suo clamoroso ed inspiegabile errore, noi ancora oggi la chiamiamo granturco, da turcicum frumentum. A parte ciò, una delle caratteristiche fondamentali dell’opera è la pregevolezza e piacevolezza dei disegni all’acquerello così accurati che permettono ancora oggi di riconoscere le piante. Singolare è il fatto che l’Autore abbia tenuto in tanto onore i pittori e l’incisore da volerne i bellissimi ritratti nel frontespizio dell’opera accanto al proprio. Si tratta di Heinrich Fullmaurer (1500-?), Albrecht Mayer (1510-1561), e Veyt Rudolff Speckle (1505-1550?). Grazie a loro l’opera contiene immagini di fiori e piante mai prima espresse in maniera più artistica. Aboca Museum Edizioni, che ha lo scopo prioritario della diffusione del sapere botanico-medico, specialmente per mezzo di facsimile e anastatiche di tavole a soggetto botanico ed erbari antichi, oggi ha realizzato la riproduzione anastatica del De historia stirpium, con la collaborazione di Priuli & Verlucca, editori, che ne cura la distribuzione. Priuli & Verlucca, già forte per essere presente, fin dai primi anni Novanta, nella specializzata e ristretta cerchia di editori sia di facsimile autentici di codici miniati, sia di anastatiche di codici e stampe rinascimentali, insieme con Aboca Museum coglie l’opportunità della perfetta riproduzione degli antichi capolavori facendo nascere un nuovo valore culturale: invece di un unico esemplare praticamente inaccessibile, la disponibilità e la sostanziale eternità della ineccepibile riproduzione anastatica. Così è già successo per molti capolavori nella storia, fortunatamente: della statuaria greca abbiamo quasi solo più le copie romane; fu merito dei copisti medievali il salvataggio dei tesori letterari originali dell’antichità; l’invenzione della stampa da fine ’400 e quella della fotografia dalla prima metà dell’800, hanno poi portato radicali innovazioni nella riproduzione, finendo col diventare autonomi generi editoriali. La riproduzione anastatica è così accurata che mantiene persino le imperfezioni e i restauri dell’originale, dando luogo a un libro di gran lusso in grado di soddisfare le esigenze estetiche e contenutistiche di qualsiasi bibliofilo e appassionato della materia botanica. È identica la misura in folio, mentre per riprodurre la carta è stata usata una carta vergata tipo corolla-book premium white; la copertina è in pregevole similpelle bordò, con sette nervi di rinforzo nel dorso e, nei piatti, rilievi a secco con le immagini del Fuchs e dei suoi collaboratori. Insieme con un ampio saggio esplicativo, a cura di Duilio Contin e Alessandro Menghini, il libro è inserito in un elegante cofanetto identico alla copertina. |
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